Il giardino terrazzato della villa medicea della Petraia con gli agrumi in vaso
Giardino di Villa La Petraia — foto: Rhododendrites · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La piana a nord-ovest di Firenze è piena di ville medicee, e non è un caso: era la campagna dei Medici, il posto dove la famiglia si spostava quando la città diventava scomoda. Oggi diverse di queste ville, con i loro giardini, sono patrimonio dell'umanità UNESCO, e dalla zona di Sesto Fiorentino si raggiungono in pochi minuti.

Villa di Castello: il giardino prima della villa

La villa medicea di Castello, nella zona collinare omonima appena sopra la piana, è famosa soprattutto per il giardino: lo volle Cosimo I e lo disegnò il Tribolo. È un giardino cinquecentesco nel senso pieno del termine — siepi tenute a geometria, agrumi allineati nei vasi di terracotta, la Grotta degli Animali con le figure scolpite nella pietra, la fontana di Ercole e Anteo.

La villa in sé ospita oggi l'Accademia della Crusca e si visita solo in occasioni particolari; il giardino retrostante, invece, è aperto regolarmente ed è gestito dai musei statali. Per chi alloggia a Casa Lisi è la meta culturale più vicina in assoluto.

La Petraia: la villa panoramica

A poche centinaia di metri da Castello c'è La Petraia, sulle pendici del Monte Morello. È una delle ville medicee più celebrate, museo statale, con un giardino terrazzato che guarda verso Firenze e la piana. Il nome viene dalla natura pietrosa del luogo, che fu addomesticata con imponenti lavori di sbancamento tra Cinque e Seicento, quando Ferdinando I trasformò un edificio quasi fortificato in una residenza principesca.

Le due ville stanno così vicine che si visitano nella stessa mattinata: si parcheggia una volta e si cammina.

Poggio a Caiano: la villa di rappresentanza

Spostandosi verso ovest, oltre Campi Bisenzio e in direzione di Prato, si arriva alla villa medicea di Poggio a Caiano, la più scenografica del gruppo: il grande portico, il salone affrescato, il parco intorno. È più lontana delle prime due ma resta comodamente una gita di mezza giornata, ed è il complemento naturale per chi ha già visto Castello e La Petraia.

Perché proprio qui

La scelta della fascia pedecollinare fra la piana e il Monte Morello non fu casuale. Era abbastanza vicina a Firenze da poterla raggiungere in poco tempo, abbastanza in alto da sfuggire all'umidità della pianura — che prima delle bonifiche era ben peggiore di oggi — e in posizione dominante sulla conca. Le stesse ragioni, tradotte in termini moderni, spiegano perché anche adesso conviene alloggiare da questa parte.

Attorno alle ville nacque un intero sistema di poderi, mulini e strade di servizio che ha modellato il paesaggio della zona. Quando si guida fra Castello, Careggi e Sesto capita di riconoscerne i pezzi: muri di cinta lunghissimi, viali di cipressi che non portano più da nessuna parte, cancelli monumentali su strade oggi trafficate.

Come si visitano davvero

Il consiglio pratico è di non trattarle come musei da spuntare. Sono giardini: si entra, si cammina, ci si siede. Un'ora a villa può bastare, ma è il tipo di visita che migliora se non si guarda l'orologio. Chi ha bambini troverà che i giardini funzionano molto meglio delle sale affrescate.

Un'ultima cosa: alcune di queste ville ospitano istituzioni — l'Accademia della Crusca a Castello, per esempio — e quindi hanno interni visitabili solo in occasioni particolari o su prenotazione. Il giardino, però, resta quasi sempre la parte migliore.

Come organizzarsi

Sono musei statali: orari, giorni di chiusura ed eventuali prenotazioni cambiano nel corso dell'anno e vanno verificati sui canali ufficiali prima di partire — è la sola cosa che davvero conviene fare in anticipo. L'ingresso ai giardini è spesso più semplice di quello agli interni, che in alcuni casi è possibile solo con visita guidata.

Il periodo giusto: gli agrumi in vaso e le fioriture fanno la differenza da primavera a inizio autunno. In inverno i giardini restano belli per l'impianto geometrico, ma spogli.

Il bello di queste ville è che non sono mete di massa come il centro di Firenze: ci si arriva, si cammina nel giardino, ci si siede su un muretto a guardare la piana. È il tipo di giornata che riesce bene proprio perché non ha una lista di cose da spuntare.

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