Piatto in maiolica disegnato da Gio Ponti per Richard-Ginori, museo di Doccia
Piatto di Gio Ponti per Richard-Ginori (1930), museo della manifattura di Doccia, Sesto Fiorentino — foto: Francesco Bini · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sesto Fiorentino non è solo la porta d'ingresso comoda a Firenze: ha una storia industriale sua, e quella storia è la porcellana. Il museo Richard-Ginori della manifattura di Doccia, in via Pratese, la racconta nel paese in cui è cominciata.

Una collezione nata insieme alla fabbrica

La raccolta è antica quanto la manifattura. Fin dai primi anni di attività il marchese Carlo Ginori destinò alcuni locali al pianterreno della villa di Doccia a conservare modelli, ceramiche e terre; nel 1754 nacque una vera e propria Galleria per esporre i pezzi migliori. Non è quindi un museo costruito a posteriori raccogliendo oggetti sul mercato: è l'archivio della fabbrica, cresciuto insieme a lei.

Nel 1896 la Ginori fu acquisita dalla milanese Società Ceramica Richard, dando vita alla Richard-Ginori; le raccolte storiche restarono in deposito nei locali originari e continuarono ad arricchirsi. Oggi il museo è gestito dal ministero della cultura attraverso la direzione regionale dei musei.

Cosa si vede

L'esposizione copre l'intero arco della produzione, dalla fondazione settecentesca fino al Novecento. Il salto più evidente lo si nota passando dalle porcellane di gusto settecentesco ai pezzi del periodo in cui Gio Ponti fu direttore artistico: forme e decori cambiano radicalmente, e diventa chiaro perché la manifattura abbia contato tanto nella storia del design italiano, non solo in quella della ceramica.

Perché vale la sosta

È una visita breve, un'ora o poco più, che si incastra bene in una giornata altrimenti dedicata a Firenze o alle ville medicee. Ed è la risposta migliore alla domanda che prima o poi si fanno tutti gli ospiti: «ma a Sesto Fiorentino, di suo, che cosa c'è?».

Prima di andare: orari, giorni di apertura ed eventuali prenotazioni vanno verificati sui canali ufficiali dei musei statali. Il museo ha avuto nel tempo periodi di chiusura e riorganizzazione, quindi un controllo il giorno prima evita un viaggio a vuoto.

Doccia, la fabbrica che ha fatto il paese

Per capire il museo bisogna capire il posto. La manifattura nacque a Doccia, nella zona di Sesto Fiorentino, per volontà del marchese Carlo Ginori nella prima metà del Settecento, e per due secoli e mezzo ha dato lavoro a generazioni di sestesi. Non è un dettaglio: buona parte dell'identità del paese — le famiglie, i mestieri, perfino la struttura urbana — si è formata attorno a quella fabbrica.

Questo spiega perché la collezione sia così completa. Non è stata messa insieme comprando pezzi rari sul mercato antiquario, ma conservando sistematicamente modelli, prove e prodotti finiti man mano che uscivano dalla fabbrica. Dentro ci sono anche i modelli in cera e in gesso usati per la produzione, che raccontano il come più di qualunque pezzo finito.

Il Novecento e Gio Ponti

Il periodo in cui Gio Ponti fu direttore artistico è quello che colpisce di più i visitatori contemporanei. Le forme si semplificano, i decori diventano grafici, i colori cambiano registro: sono oggetti che sembrano di oggi pur avendo quasi un secolo. È il momento in cui una manifattura di porcellana settecentesca entra a pieno titolo nella storia del design industriale italiano.

Accanto ai pezzi di Ponti la collezione documenta anche il lavoro degli altri artisti e modellatori che si sono succeduti, e le collaborazioni che hanno tenuto viva la manifattura nel corso del Novecento.

Un'ultima nota per chi viaggia con ragazzi: la porcellana sembra un argomento da adulti, ma i modelli in gesso, gli stampi e i pezzi di prova raccontano un processo produttivo molto concreto, e funzionano meglio di quanto ci si aspetti. È il tipo di museo che si capisce guardando come sono fatte le cose, non leggendo i cartellini.

La visita si combina bene con una passeggiata nel centro di Sesto: dal museo al paese sono pochi minuti, e chi alloggia a Casa Lisi può organizzare tutto senza prendere l'auto.

Nei dintorni

Il museo sta nella parte di Sesto verso la piana. Chi ha la mattinata libera può abbinarlo al centro del paese, con la pieve di San Martino e le piazze, oppure risalire verso Castello e le ville medicee: sono tutte cose che stanno nel raggio di pochi chilometri da Casa Lisi.

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