Chi si trova a Fonte della Ninfa alla fine di agosto ha in casa, letteralmente, l'evento più importante dell'anno poliziano: il Bravìo delle Botti, che si corre l'ultima domenica del mese.
In che cosa consiste
Le contrade di Montepulciano si sfidano spingendo una botte lungo il percorso che sale dal basso fino a piazza Grande, in cima al paese. Ogni botte pesa attorno agli ottanta chili e viene spinta a mano da due spingitori per contrada, che la fanno rotolare su un tracciato in salita ripida e a tratti sconnesso.
Il premio è il bravìo, un drappo dipinto ogni anno da un artista diverso. Chi vince lo porta in contrada, e la questione viene presa molto sul serio: le contrade si preparano per mesi.
Il corteo dei Ceri
La domenica non c'è solo la corsa. Nel pomeriggio, prima della gara, attraversa il paese il Corteo dei Ceri, con centinaia di figuranti in costume rinascimentale che rappresentano le otto contrade. Per molti visitatori è la parte più suggestiva: il paese in salita, i costumi, i tamburi che rimbombano fra i palazzi stretti.
Come assistere
Il percorso attraversa le vie del centro e si vede da bordo strada, gratuitamente, ma i punti migliori si occupano con molte ore di anticipo — soprattutto il tratto finale in piazza Grande, che è dove la fatica si vede tutta. Alcune tribune e postazioni riservate vengono allestite dagli organizzatori.
Le otto contrade
Il paese è diviso in otto contrade, ciascuna con i propri colori, il proprio stemma e la propria sede. Non si tratta di gruppi nati per la manifestazione: sono strutture radicate nella vita sociale di Montepulciano, che nel corso dell'anno organizzano cene, iniziative e la preparazione degli spingitori.
La rivalità è reale e la vittoria conta. Come in tutte le competizioni fra contrade, il tifo è spartito per quartiere e chi arriva da fuori farà bene a non schierarsi troppo prima di aver capito dove si trova.
La settimana prima
Il Bravìo non è un evento di un giorno solo. Nelle giornate che precedono la corsa il paese vive di cene di contrada all'aperto, prove ufficiali, benedizioni e appuntamenti che riempiono le vie del centro. Per molti visitatori questa è la parte più interessante: si vede un paese al lavoro sulla propria festa, non uno spettacolo confezionato.
Un consiglio sulla salita
Il percorso è duro e la parte finale, quella verso piazza Grande, è la più ripida. È anche il tratto in cui la fatica degli spingitori diventa visibile e la gara si decide. Chi vuole capire davvero che cosa significhi spingere ottanta chili di legno su quella pendenza dovrebbe percorrere la salita a piedi la mattina, con calma, prima che si riempia di gente.
E poi mettere in conto che, la sera, il paese festeggia: le contrade cenano all'aperto e la festa va avanti a lungo.
Prima era una corsa di cavalli
Il Bravìo ha origini antiche e in passato si correva a cavallo, come i palii di altre città toscane. La formula attuale, con le botti spinte a mano lungo la salita, è stata adottata in epoca più recente e ha finito per diventare il segno distintivo di Montepulciano: nessun'altra città fa esattamente questo.
Il legame con il vino, in un paese la cui economia ruota attorno alle cantine, è tutt'altro che casuale.
Nei giorni intorno
Il Bravìo non è un evento isolato: le settimane che lo precedono sono piene di cene di contrada, prove e iniziative che animano il paese. È il periodo in cui Montepulciano è più viva — e anche quello in cui i posti letto si esauriscono prima, quindi conviene muoversi con anticipo.
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